Solidarietà ai tempi della quarantena

9 maggio 2020

Lo Sportello Sindacale “Non sei sola, Non sei solo” non si ferma nemmeno per la questione C A S A !

Con la collaborazione di Marco De Guglio (di Unione Inquilini Milano)
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Quando e dove?
Sabato 09/05 alle 17:00 su piattaforma Skype (modalità di seguito)

Di che cosa?
** edilizia pubblica e privata: partendo dalle basi generali atterreremo sui problemi riguardanti la casa negli ultimi anni

** sospensione e riduzione affitti in piena emergenza: che cosa si può fare e richiedere in questo periodo? Quali sono i limiti di queste disposizioni?

**che cosa vogliamo e possiamo fare NOI? > apriremo le danze per una discussione alla ricerca di possibili alternative pratiche e proficue

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Per partecipare link skype: https://join.skype.com/dl8jD1NQHoEu


30 aprile 2020

🤝 Cassa Nazionale di Solidarietà – Resistiamo Insieme! 🤝

Rispondiamo con il mutualismo all’emergenza Covid-19, per resistere insieme a questa crisi e non lasciare nessun* escluso da tutele, diritti e reddito.

💻 Assemblea pubblica online:
📅 Giovedì 30 aprile – ore 18
Piattaforma Zoom:
❗ Puoi partecipare all’assemblea collegandoti a questo link: https://us02web.zoom.us/j/4182489350
O inserendo su Zoom il seguente Meeting ID: 418 248 9350

La diretta dell’assemblea verrà trasmessa su Facebook dalla pagina Fuorimercato rete nazionale.

L’iniziativa di Cassa Nazionale di Solidarietà per l’emergenza Covid-19, si rivolge a lavoratrici e lavoratori che per diversi mesi non hanno avuto e/o avranno alcuna forma di reddito, salario, sussidio, rendita. Queste persone rischiano di non poter pagare le bollette, l’affitto di casa, sostenere le spese per la sussistenza quotidiana e non stanno ricevendo risposte e sostegni sufficienti dalle politiche di emergenza economica del Governo. Come tutte le iniziative di mutuo soccorso, la Cassa Nazionale di Solidarietà non ha alcuna intenzione di sostituirsi alla rivendicazione di una forma universale e pubblica di tutela e alla rivendicazione di un reddito universale di emergenza, come stiamo facendo insieme a molte altre realtà sociali e sindacali con la campagna per un Reddito di quarantena.

Al contrario la nostra iniziativa si accompagna alla rivendicazione del reddito garantito dal bilancio pubblico e cerca di dare forza a soggetti singoli e collettivi perché possano resistere e partecipare a questi percorsi rivendicativi.

Molti spazi autogestiti, realtà politico-sociali e beni comuni hanno già avviato diverse azioni di solidarietà rivolte alle persone rese particolarmente vulnerabili dalla crisi in corso. A partire da questi sportelli, esperienze di beni comuni, sedi locali sul territorio aperte ai bisogni sociali costituiamo una cassa di mutuo soccorso a livello nazionale per iniziare a garantire un sostegno diretto a chi ne ha più bisogno.

La costruzione di questa Cassa Nazionale di Solidarietà si fonda sul contributo volontario di lavoratrici e lavoratori che ancora mantengono un reddito e su donazioni volontarie di chiunque voglia contribuire.

Formeremo un Comitato di Garanti composto dalle diverse realtà aderenti che in seguito alla raccolta fondi definisca i meccanismi di accesso per i/le beneficiari, con l’idea che gli sportelli sindacali e di solidarietà territoriali delle diverse realtà abbiano la funzione di costruire un percorso di supporto e rivendicativo attorno all’accesso alla Cassa di Solidarietà e alla risposte al bisogno concreto.

Per questo invitiamo tutte le realtà solidali, sociali, politiche e sindacali a partecipare a un’assemblea online di presentazione della Cassa Nazionale di Solidarietà e di discussione su questo percorso per giovedì 30 aprile alle ore 18 sulla piattaforma Zoom (a breve i dettagli per partecipare).

Primi promotori:
Fuorimercato rete nazionale
Sial Cobas
LasciateCIEntrare
Cdnl – Camera del Non lavoro (Milano)
Ri-Make (Milano)
Ri-MAFLOW (Trezzano S/N – Milano)
Controtempo (Roma)
l’Asilo Ex-Asilo Filangieri (Napoli)
Terranostra occupata (Casoria)
Bread&Roses spazio di mutuo soccorso (Bari)
Solidaria Bari / SfruttaZero (Bari)
Diritti a Sud / SfruttaZero (Nardò)
Contadinazioni (Campobello – Palermo)
Partinico Solidale (Partinico)
Casa del Mutuo Soccorso Fifiddo Robino (Partinico)
Sportello Contro le Discriminazioni sul Lavoro (Palermo)
booq (Palermo)
Lab.biciclario (Terni)
Centro Studi Autogestito Extera (Latina)
Attac Italia

(Adesioni in aggiornamento)

Qui sotto il testo dell’appello scritto comunemente, alla quale si può aderire scrivendo alla mail:
cassanazionalesolidarieta@gmail.com

*Reddito e mutuo soccorso per tutte e tutti*

Il Coronavirus ha modificato la nostra quotidianità e ci ha portato a convivere con il timore del contagio e con il dispiacere che sentiamo per le persone ammalate, per quelle che non ce l’hanno fatta e per loro famiglie, e con la preoccupazione per la salute di chi instancabilmente lavora nel settore sanitario.

Allo stesso modo però non possiamo e non vogliamo dimenticare che in una società classista, razzista e sessista, il virus non colpisce in maniera indistinta e neutrale, soprattutto sul piano economico e sociale.

La situazione che stiamo vivendo ha portato drammaticamente in evidenza le falle del nostro sistema socio-economico, quelle in cui vivono le precarie e i precari, le partite Iva, le lavoratrici e i lavoratori licenziate/i per “giusta causa”, le lavoratrici di cura, tutti e tutte colori i/le quali hanno un lavoro informale e quasi sempre senza contratto. Parliamo, in breve, di chi per diversi mesi non avrà alcuna forma di reddito col rischio conseguente di non poter pagare le bollette, l’affitto di casa, sostenere le spese per la sussistenza quotidiana.

Non abbiamo alcun dubbio che debba essere la collettività, attraverso il bilancio dello Stato alimentato dalle nostre imposte a creare e garantire forme adeguate di sostegno economico e sociale a queste lavoratrici e a questi lavoratori, di cui anche noi promotori/trici di questo appello facciamo parte.

Pensiamo che gli attuali decreti emergenziali non stiano prendendo questo aspetto in seria considerazione e ci schieriamo a favore di una semplice e radicale rivendicazione: l’attivazione tempestiva da parte delle istituzioni di un REDDITO INCONDIZIONATO DI EMERGENZA per tutte e tutti che garantisca condizioni di vita dignitose a chiunque non abbia accesso ad altre forme di sostegno. In questo spirito, condividiamo e aderiamo all’appello lanciato dalla redazione di Jacobin Italia e alla campagna per il reddito di quarantena e invitiamo tutte le soggettività politiche, sindacali e sociali a fare altrettanto. E non vogliamo fermarci qui perché la nostra pratica politica e sociale è quella dell’autogestione e del mutuo soccorso conflittuale e per questo motivo pensiamo che sia necessario costituire una CASSA DI SOLIDARIETA’ NAZIONALE basata sul principio del mutuo soccorso per iniziare a garantire un sostegno diretto a chi ne ha più bisogno.

Ci rivolgiamo a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che ancora percepiscono un salario, a pensionate/i, a chiunque si senta in grado di contribuire di versare a una cassa nazionale di solidarietà una quota solidale del proprio salario dei mesi di marzo e aprile (o con un contributo volontario anche nei mesi successivi). In questo modo si parteciperà al fnanziamento della cassa. Le reti e le soggettività che promuovono questa iniziativa decideranno insieme le procedure tecniche di funzionamento della cassa di mutuo soccorso, seguendo un criterio di equa ridistribuzione dei fondi raccolti tra soggetti in stato di bisogno che si rivolgono alle sedi delle realtà aderenti.
Verrà costituito un comitato di garanti formato da tutte le realtà partecipanti e contribuenti che verificherà la trasparenza ed efficacia di tutte le procedure e darà conto pubblicamente del bilancio sociale ed economico della stessa.

Questa misura non sarà e non potrebbe essere sufficiente e risolutiva ma può dimostrare come l’unità e la solidarietà siano le risorse che tutte e tutti noi possediamo per sostenerci a vicenda.
Siamo convinti/e che attivare una cassa di mutuo soccorso abbia anche la funzione di rivendicare di fronte alle istituzioni la necessità di un intervento pubblico, di chiedere conto a chi si sta occupando dell’emergenza del perché non ci sia preoccupazione per questi settori sociali invisibili. Un percorso che abbia dunque anche l’obiettivo di ottenere un’estensione delle tutele e degli investimenti economici per la dignità di tutte e tutti e per la salvaguardia dei beni comuni, come la sanità pubblica.


22 aprile 2020

Continua l’emergenza e proseguono le attività dello sportello #NonSeiSola #NonSeiSolo.

🤝 Spesa solidale, babysitting, supporto legale e sindacale: come abbiamo lavorato fino ad ora e come proseguire nella prossima fase?

– Facciamo il punto insieme ai gruppi volontari e accogliamo nuove disponibilità.

👉 Strutturiamo insieme nuove attività: donazioni computer, biciclette e sostegno telefonico.

📞 Allarghiamo il gruppo centralino.

📢 Nuova campagna comunicativa e crowdfunding.

Qui l’evento Facebook


17 aprile 2020

Hai tempo a disposizione?
Vuoi aiutare chi lavora nei servizi essenziali? Cerchiamo babysitter e aiuto compiti tra i 18 e i 30 anni disponibili a prendersi cura dei loro bambini, per non lasciarli incustoditi o aiutarli a seguire la didattica a distanza.
Per saperne di più e ricevere il nostro vademecum, contattaci!

☎️3341612411 (Marie)
👉oppure scrivi alla nostra pagina fb | alla nostra email rimake@autistici.org


31 marzo 2020

Domenica 05/04, h.15, su Skype (modalità di iscrizione sotto):

Lo sportello “Non sei sola, non sei solo” di Ri-Make propone:
🔴 PICCOLA FORMAZIONE DI ACCOGLIENZA SINDACALE

1a Parte. Condividiamo un kit di pronto intervento:
– Le buone pratiche della relazione di ascolto e sostegno reciproco.
– Vademecum sulle novità introdotte dai recenti decreti DPCM.
– Elementi base di diritto del lavoro per l’autodifesa sindacale.

2a Parte. Esercitazione:
– Simulazione a partire da casi concreti.

3a Parte. Organizzazione del lavoro in rete dello sportello “Non sei sola, non sei solo”.

👉 Non è necessaria esperienza pregressa o competenze specifiche per fare accoglienza sindacale e per partecipare a questa formazione: ognuno contribuisce con ciò che sa, con la propria voglia di imparare e fare rete.

Per partecipare: domenca 5/04, alle h.15.30, clicca su questo link:
https://join.skype.com/ifIBWXqhoVE5?fbclid=IwAR1D4HLLy_2Lng8FfQNdUUGn1kEZXbwUYyRBHytu4joizK3OmU-MJorW-ww

Oppure, contattaci in privato e dacci il tuo profilo Skype


10 marzo 2020

L’emergenza coronavirus e le nuove disposizioni della zona rossa impongono un cambiamento radicale delle nostre vite quotidiane per contenere il contagio. Ma tutti e tutte devono essere messe nelle condizioni di poterlo fare.

Pensiamo che una vera riduzione dei rischi non possa ricadere sulle fasce più fragili ed economicamente precarie.
Per contenere davvero l’epidemia nessuna persona dovrebbe essere costretta ad andare a lavorare, tutti e tutte dovrebbero avere accesso a un reddito di quarantena, e la possibilità di ricevere a domicilio servizi, cure e bene di prima necessità.
Noi stessi ci troviamo in questa situazione, e non vogliamo lasciare indietro nessuna e nessuno.

Attenendoci a tutte le misure precauzionali possibili, ma continuando a costruire legami solidali ci attiviamo per:

✏️ Babysitter o aiuto compiti volontari. Scrivi o chiama al 3341612411 (Marie)

🍌 Fare o portare la spesa a domicilio gratuitamente. Scrivi o chiama al 3334665107 (Piero)

👩‍🔧 Consulenze legali e sindacali. Scrivi o chiama al 3331646181 (Roberto)

Non sei sola, non sei solo 💜


06 marzo 2020

⚠️ LE SCUOLE SONO CHIUSE E I BAMBINI SONO A CASA?
Non sei sola, non sei solo!

Le disposizioni contro il contagio del governo hanno definito la chiusura delle scuole su tutto il territorio nazionale fino al 15 marzo. Questa misura prolunga per un’altra settimana la chiusura degli istituti in Lombardia, già fermi da due settimane. E già si valuta di allungare la chiusura fino ai primi di aprile.
Il blocco delle scuole sta causando fortissime difficoltà in tante famiglie (che non faranno che aumentare) e molte persone intorno a noi ci hanno segnalato la fatica e il rischio concreto di non farcela: chi si ritrova isolata/o, chi rimettendo gran parte dello stipendio rimanendo fermo dal lavoro, chi a casa ma dovendo lavorare comunque con lo smartworking, chi non può permettersi per così tanto tempo un@ babysitter, chi non ha modo di appoggiarsi a nonni e nonne (figure tra l’altro a rischio in questo periodo) o altre figure.

💜 Nell’emergenza e nella difficoltà individuale di ognuna/o, per noi la risposta c’è: non sei sola, non sei solo.

👉 Vogliamo dare vita a una banca ore solidale dedicata alla cura condivisa dei bambini.

Come funzionerà?

1) Quando? Tutti i giorni negli orari in cui c’è bisogno.

2) Come? Contattaci e segnalaci la tua esigenza e le tue necessità orarie e generali per la cura dei tuoi bambini. Puoi chiamare al numero 3347466236 (Dario), 3341612411 (Marie), 3926777295 (Emiliano) o scrivici sulla pagina facebook di Ri-Make.

3) Dove? A casa, all’aperto o a Ri-Make. Le attività si svolgeranno in piccoli gruppi e secondo le precauzioni utili per la situazione di contagio.

4) Chi? Volontari/e dello sportello “Non Sei Sola, non sei solo”, con esperienza nel campo dell’educazione, aiuto compiti e cura dei bambini.
🙋‍♂️ Vuoi partecipare come volontaria/o? Contattaci ai medesimi numeri telefonici o alla pagina di Ri-Make.
La proposta è di condividere 2 ore o più del proprio tempo. Nel caso di attività a Ri-Make, sarà a disposizione anche una zona per studio e lavoro da pc, per chiunque avesse questa necessità per poter condividere le proprie ore di cura dei bambini.
Ci sono già diverse richieste, dunque facciamoci avanti!

5) Perché? Perché la solidarietà è la nostra forza 🤲

Non sei sola, non sei solo


28 febbraio 2020

Bollettino dall’emergenza a giorni alterni e materiali utili per prenderci cura di noi🤝

Negli ultimi giorni l’inversione comunicativa della stampa e delle istituzioni risulta veramente estraniante. Prima abbiamo vissuto un atteggiamento istituzionale di severo interventismo, non si può perdere tempo e non ci si può “fermare a discutere” come ha sostenuto il sindaco di Bologna Merola, i rischi sono troppo alti, prima viene la tutela della salute, chiudere tutto e subito (ma forse aspetta i ristoranti e gli uffici pubblici no, i bar dalle 18, o forse no…).

🔜Dopo soli 4 giorni, parte la campagna a reti unificate “Bisogna ripartire!”, Attilio Fontana che dichiara che il coronavirus “è poco più di un’influenza” (il giorno prima di finire in auto-isolamento per il contagio di una sua stretta collaboratrice…), il sindaco Sala che spinge per la riapertura dei musei “perché la cultura è vita”, parte il video inquietante di #milanononsiferma, girato tutto nel cuore della nuova città, tra bosco verticale e torre Unicredit, con una città bianca e smart “dai ritmi impensabili” che deve tornare immediatamente a produrre.
E intanto i contagi non sembrano modificare il trend, ogni giorno qualche morto in più (ma ora sembrano morti previste e “rassicuranti”) e i pareri medici non sembrano aver cambiato in modo così radicale la valutazione (Burioni lo lasciamo a chi ha bisogno di guru autoritari).

In tutto questo le persone più fragili e più a rischio, gli/le anziani/e, chi ha patologie precedenti, le persone immunodepresse, cosa dovrebbero fare o pensare oggi? Rischiare la vita perché ora chi è alla guida dello stato d’emergenza ha deciso che è sufficiente così? Che le perdite economiche non valgono la pena (e la tutela di queste persone come di tutt*)? E chi lavora nella sanità pubblica nel mezzo di questo ciclone, con turni ancora più massacranti del normale, senza che nessuno dica neanche per sbaglio di stanziare fondi per potenziare un Sistema Sanitario Nazionale in strutturale carenza d’ossigeno legato a un feroce processo di privatizzazione da decenni?

💸E in questa “preoccupazione economica” emerge un’altra domanda: chi si è preoccupato fino ad oggi di tutte quelle lavoratrici e lavoratori che in questo stato d’emergenza stanno rischiando i propri stipendi e i propri posti di lavoro?
Pensiamo in particolare a chi lavora in ambito educativo e sociale, a chi lavora nello spettacolo e nella cultura, a chi è costrett* a casa, con o senza telelavoro, vede tutto il lavoro di cura scaricato ancor di più su di sé, a chi lavora a partita IVA (spesso “falsa” per nascondere un lavoro subordinato) e non può mai scegliere di assentarsi da lavoro per tutelare la propria salute, a chi pulisce le camere degli alberghi della Milano che non si ferma e rischia di perdere il posto di lavoro per le perdite nel settore e ai rider senza possibilità di scelta che consegnano i pasti nella città in quarantena.
Dopo quattro giorni di decreti e ordinanze non è ancora chiaro quali provvedimenti prenderà il Ministero del Lavoro e se davvero queste figure precarie verranno tenute in considerazione, lasciando un’incertezza che rappresenta anche il valore che hanno queste lavoratrici e lavoratori per chi governa.

🤝Come abbiamo detto rispetto alla sospensione delle attività di Ri-Make, non vogliamo banalizzare, ne esasperare. Ma vogliamo mettere al centro la cura di noi stess*, delle persone che incontriamo per strada o nei nostri luoghi di lavoro, prenderci cura dei quartieri in cui viviamo e delle comunità che costruiamo, con la solidarietà, il mutuo soccorso delle relazioni #fuorimercato che rispondano ai nostri bisogni e abbiano come priorità le nostre vite.
Vogliamo dunque diffondere degli strumenti informativi utili, per continuare a fare attenzione collettiva al contagio e delle proposte per tutelare i diritti di questi settori lavorativi precari.

📅Lunedì 2 marzo ci incontreremo dal vivo alle 19 a Ri-Make per capire quali altre soluzioni concrete pensare di mettere in campo per continuare a prenderci cura di questa situazione.
Perché per noi la salute e la tutela di una vita dignitosa per tutt* è più importante di qualsiasi altra valutazione emergenziale o di mercato. E non vogliamo semplicemente tornare alla normalità, vogliamo poter stare meglio e che nessun* debba sentirsi a rischio.
A chi rivendica garanzie per il proprio lavoro e la propria salute: non sei sola, non sei solo!

Materiali utili per prenderci cura di noi e per la dignità del lavoro in quarantena:

 Il decalogo del ministero su come fare attenzione ai nostri gesti quotidiani rispetto al contagio del coronavirus, tradotto in diverse lingue dall’ Associazione Naga – Milanohttps://naga.it/…/traduzioni-decalogo-del-ministero-per-il…/

📣Le rivendicazioni delle Operatrici e operatrici sociali del Sial Cobas e dell’Adl Cobas per la tutela e la dignità del lavoro educativo in queste condizioni di emergenza: https://www.facebook.com/…/a.17325318336…/2958706984355668/… e un video delle Educatori e operatori sociali Monza e Brianza https://www.youtube.com/watch…

💡 Le proposte per la tutela del reddito di tutte e tutti attraverso il “permesso retribuito di quarantena” del Sial Cobashttps://www.sialcobas.it/…/sial-cobas-occorre-un-permesso-…/

👭Le grafiche prodotte da Non Una Di Meno – Milano per visibilizzare come le disuguaglianze di genere e di condizione lavorativa colpiscano più pesantemente le donne e le soggettività fragili, per rivendicare welfare e reddito di autodeterminazione per tutt*, condividere la propria esperienza e non sentirsi sol*: https://www.facebook.com/…/pcb.108175499…/1081769625516338/…

🚴‍♀Le rivendicazioni dei riders di Deliverance Milano rispetto alla concreta situazione di ricadute salariali e di sicurezza per i fattorini delle consegne a domicilio: https://www.facebook.com/…/a.18386389097…/2435914110052953/…

🤝Nessun* si salva da sol*!🤝


25 febbraio 2020

Comunicazione importante

🚫Stop al panico, sì alla cura di noi stess*.🤝
Le attività di Ri-Make per questa settimana sono sospese, ma non l’attenzione alle persone che danno vita a questo bene comune.

Nella nostra città come in tutta la Lombardia e in diverse altre regioni d’Italia, di fronte al diffondersi del Coronavirus le istituzioni locali hanno scelto di intervenire con dei provvedimenti netti, in particolare di chiusura di numerose attività e servizi.
Questi giorni di contagio e di ordinanze conseguenti sono stati molto strani anche per noi a Ri-Make.

Stiamo assistendo a giorni delicati che vedono una diffusione importante del virus, non letale per la maggioranza della popolazione, ma che può esporre a forti rischi fasce più fragili (anziani, persone con patologie precedenti, persone immunodepresse). Ri-Make è attraversato da tantissime persone, che vanno dai 6 mesi di vita agli 80 anni e oltre. In questi giorni comprendiamo il timore che sta nascendo in chi si sente a rischio di fronte al contagio e siamo vicini alle loro difficoltà.

Notiamo però la poca coerenza di alcune misure (i bar e pub chiusi dalle 18 ma non i ristoranti, le scuole chiuse ma non gli uffici pubblici, l’incertezza per chi ha lavori precari se questi giorni di serrata saranno retribuiti e come…) che stanno alimentando una confusione generalizzata, lasciando ognun* col proprio grado di paura da gestire da sé..

Non vogliamo minimizzare la situazione, ma neanche esasperarla. Riconosciamo l’evidenza del contagio del virus e dei suoi pericoli, ma vediamo dei problemi e dei rischi nelle scelte istituzionali. Pensiamo che più che il controllo del territorio, prima e unica soluzione che da decenni viene applicata in situazioni d’emergenza (reali o costruite artificialmente), in questa situazione al centro dovrebbe esserci la cura e l’attenzione per i bisogni delle persone. Come dovrebbe essere sempre.

🔴Per questo scegliamo di avere cura e attenzione per chi attraversa lo spazio di Ri-Make per questi giorni, sospendendo le attività previste e in particolare il nostro consueto pranzo popolare di questa domenica 1 marzo.🔴

Non vogliamo sospendere i legami di solidarietà che abbiamo costruito in questi anni, e dunque in questi giorni questa pagina facebook e i nostri canali comunicativi vogliono essere anche di riferimento per necessità, difficoltà, esigenze informative legate a questa situazione, per chi attraversa l’ex Liceo Omero o per chi lo vorrà attraversare in futuro.

Non rimarremo all’infinito in attesa di capire cosa stia succedendo e cosa succederà. Per questo, al termine dell’ordinanza disposta dal Comune di Milano vogliamo incontrarci lunedì 2 marzo alle 19, con tutt* coloro che costruiscono quotidianamente la vita di Ri-Make Bene Comune, per valutare insieme la situazione e gli eventuali ulteriori provvedimenti istituzionali, ragionando insieme sul come portare avanti le attività e la vita dello spazio, per capire quali problemi e bisogni sono sorti e farvi fronte insieme, senza lasciare nessun* da sol*.

🤝Nessun* si salva da sol*, neanche dal Coronavirus!🤝