Notizie e iniziative

Milano Non Si Vende @POQ, 25 aprile 2021POQ 2021

Portiamo la voce collettiva di Milano Non Si Vende, La Cura Siamo Noi una rete di realtà associative, collettivi, comitati, movimenti e spazi sociali attivi in questa città e nei comuni circostanti.
 
In questo intervento ci piace ricordare che la liberazione di Milano dal nazifascismo è avvenuta attraverso forme autorganizzate di lotta, sciopero, solidarietà dal basso, resistenza, mutualismo tra diverse realtà e soggettività con un obiettivo comune.
 
Di fronte a un dominio violento, così come di fronte a una crisi pandemica e ad un sistema esclusivo come quello capitalista e patriarcale di cui siamo parte… la risposta ieri e oggi rimane quella delle relazioni, del dono, della cura indiscriminata, delle alleanze dal basso e intersezionali.
 
Certo non intendiamo cadere in facili parallelismi, consapevoli delle differenze di epoca. Vogliamo però sottolineare come sono le realtà collettive, gli spazi sociali e la tenacia della singole persone a permettere di immaginare e praticare una città libera da tutti i totalitarismi, i fascismi, che attraversano le nostre vite.
 
Totalitarismi, fascismi, che si manifestano in vecchie e nuove forme di dominio. Pensiamo ai regimi del profitto, della rendita immobiliare, della proprietà privata, della sorveglianza tecnico-digitale, alla moltiplicazione di frontiere e centri di espulsione per i migranti, che operano per concentrare il potere e mantenere le gerarchie, speculando sulla pelle dei molti, rompendo ogni forma di solidarietà, alimentando silenziosamente nuove forme di oppressione.
 
Milano non può proporsi come una delle metropoli più progressiste in Europa senza fare i conti con la propria storia e i valori che intende promuovere. Non può esistere un CPR, non possono esserci politiche ambientaliste senza giustizia sociale, non può esserci inclusione senza accessibilità culturale e fisica, non può esserci salute senza attenzione per tutte le fragilità, non può esserci priorità al profitto senza considerare la scuola e la cultura che sono i primi presidi di antifascismo.
 
Questa città ieri è stata liberata dalla resistenza partigiana, oggi ha bisogno di nuovi spazi e strumenti di liberazione e riparazione dai danni creati da questi regimi. E’ quello che questa rete sta provando a costruire, tutelando e promuovendo forme di democrazia diretta, autogestione, cura, solidarietà, unità tra le lotte e produzione culturale indipendente.
 
Lo stiamo costruendo attraverso assemblee pubbliche cittadine, come quella tenuta a fine febbraio in Stazione centrale e domenica scorsa al Piccolo Teatro Occupato, per mettere in dialogo pratiche e rivendicazioni da diversi territori della città, e immaginando strumenti come la mappa della cura (in cui visibilizzare tutti quei presidi di solidarietà che si sono attivati dal basso durante l’epoca pandemica) e immaginandone di nuovi, come una piattaforma deliberativa open source che possa diventare un effettivo strumento di partecipazione e democrazia diretta, il più possibile estesa ed inclusiva.
 
Negli ultimi tempi, contro tre spazi autogestiti che fanno parte della rete Milano Non Si Vende ci sono stati tre presidi della Lega. Contro Ri-make Bene Comune a Bruzzano, contro Macao a Molise-Calvairate, contro Cascina Torchiera al Cimitero Maggiore. Si tratta di uno di quei partiti politici che, oggi come ieri, si occupano sistematicamente di negare diritti e produrre esclusione. Ma, oggi come ieri, ci saranno sempre comunità resistenti che dal basso lotteranno per una città libera, autodeterminata, antifascista.
 
La città futura non può che essere la città della cura… e la cura siamo noi, libere e autorganizzate.
 
Buon 25 aprile.

30 APRILE – ABC sindacale: Autoformazioni di Base Collettive

ABC Sindacale #1

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26, 27, 28 MARZO – AAA. ACCOGLIENZA, ANTIVIOLENZA, ABITAZIONE

AAA. Accoglienza Antiviolenza Abitazione

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CARNEVALE SOLIDALE: DISEGNIAMO ASSIEME UN BENE COMUNE

Carnevale Solidale: Disegniamo un bene comune!

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TAMPONE SOSPESO A RI-MAKE

SABATO 13 FEBBRAIO DALLE 11 ALLE 16

🚑 TAMPONE SOSPESO A RI-MAKE

Vieni in via del Volga 4 all’ex liceo Omero Bene Comune per accedere al servizio di tampone rapido gratuito dell’unità mobile della Brigata Sanitaria Soccorso Rosso.

🤝 I progetti solidali di #NonSeiSola,#NonSeiSolo di Ri-Make, Salute Fuorimercato e la Brigata Sanitaria Soccorso Rosso organizzano insieme una giornata per rispondere con la solidarietà alla crisi sanitaria da Covid-19!

Nel viaggio itinerante della Brigata Sanitaria tra le periferie di Milano, dopo Via Padova e Gratosoglio, il tampone sospeso arriva nel quartiere di Bruzzano

👨‍👩‍👧‍👦 L’esperienza della Brigata Sanitaria, dopo aver effettuato più di 2000 tamponi, dimostra la necessità di ripensare a un nuovo modello di cura basato sulla prevenzione e vicino alla popolazione.

🆘 La pandemia e la gestione istituzionale di questa emergenza sta mostrando come la salute non sia un diritto accessibile a tutt*, e che proprio come altri bisogni urgenti dalla spesa, al lavoro, alla casa, alla cura dei figli, se non hai i soldi e ti trovi sola o solo la tua vita è in pericolo.
Le esperienze di mutualismo e solidarietà reciproca sono oggi fondamentali per intervenire su queste urgenze sociali e nei vuoti istituzionali, in particolare nelle periferie della città, e sono strade alternative da costruire collettivamente.

Prendiamoci cura di tutt* e prenditi cura di te stess*, partecipa a questa giornata di salute solidale!

🚎 Ri-Make – via del Volga 4 – MM3/Passante Affori FN – Bus 70/40/52


MILANO NON SI VENDE, LA CURA SIAMO NOI – CONFERENZA STAMPA

Milano non si vende, La cura siamo noi - Conferenza Stampa

📅 SABATO 06 FEBBRAIO – ORE 11:00
📍 PIAZZA DELLA SCALA
MILANO NON SI VENDE – Conferenza Stampa 👈 EVENTO FB

In questa città o vendi, o sei venduto. Le realtà autogestite di Milano lo ribadiscono chiaramente: non siamo dispost* ad accettare la speculazione sulla nostra pelle.

All’interno di spazi come Cascina Torchiera, Ri-Make Bene Comune e Macao , si è costruito valore non economico, si è diffuso benessere e si è praticato mutualismo.
Proprio durante la pandemia il bisogno di queste realtà è stato evidente.

Abbiamo coperto le mancanze dell’amministrazione comunale che ha faticato a sostenere chi vive e attraversa la città nel momento del bisogno. Siamo diventati noi il welfare per molte persone. Se questo non piace perché non può essere messo a bilancio o tradotto in utili da spartire, invitiamo amministratori delegati (o dovremmo dire sindaci?) a farsene una ragione.

I percorsi di autogestione che abitano gli spazi “vuoti ed in disuso” non sono disposti a cedere quello che hanno costruito in decenni di lotte e partecipazione.
Ci vediamo in piazza della Scala sabato 6 febbraio alle ore 11. Alla presenza della stampa e dei/delle solidali inviteremo il Comune a prendere parola su questo e molto altro.

#MilanoNonSiVende #LaCuraSiamoNoi

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA QUI


AIUTACI A CREARE LA MAPPA DELLA CURA

Immagine Mappa della Cura

In questo 2020 abbiamo vissuto sulla nostra pelle i risultati di anni di tagli al welfare, di esternalizzazione e privatizzazione delle strutture sanitarie e non.
Abbiamo constatato i risultati di decine di anni in cui al centro non è stata messa la vita, ma il profitto.

In un momento così tragico, però, si è visto che esistono alternative a questo modello: si tratta di alternative che sorgono dal basso.
In ogni quartiere sono fiorite pratiche di mutuo soccorso messe in atto da reti di solidarietà che hanno le proprie basi negli spazi occupati, nelle associazioni culturali e di promozione sociale, nei gruppi informali che da sempre costituiscono una Milano fatta di cura reciproca, inclusione e auto-organizzazione.

Si è resistito e ci si è aiutatə a vicenda mentre si elaboravano modi diversi per gestire l’emergenza.
Tutte le soggettività che hanno permesso la sopravvivenza di chi vive Milano e altre città d’Italia lo hanno ribadito più volte a gran voce:

– potenziare i servizi di medicina territoriale e avviare una campagna di assunzioni di massa del personale medico;
– attivare un reddito di base universale incondizionato;
– riprogettare una didattica che parta veramente dai bisogni e dalla sicurezza delle studentesse/i così come delle insegnanti/i e del personale scolastico.

Questi sono solo alcuni dei punti rivendicati da più parti e che sono stati più volte ignorati.
In compenso, è stato prontamente elaborato un piano di ulteriore distruzione e svendita dei luoghi di comunità della città, tra minacce di sgombero per spazi autogestiti e indifferenza e abbandono per realtà sociali e culturali non più in grado di sostenere gli affitti delle proprie sedi.

La salute è fisica ma anche mentale, e alla base ha quelle relazioni che noi alimentiamo da sempre. Ci riferiamo agli spazi occupati, recuperati, autogestiti e a chiunque lotti per una città inclusiva, accessibile e transfemminista.
Parliamo delle Brigate Volontarie per l’Emergenza e di tutte le realtà di solidarietà e mutualismo che hanno attivato e rinnovato aiuti dal basso nei quartieri, riconnettendo artigianalmente un tessuto sociale in difficoltà. Parliamo di tutte le persone che si battono affinché l’aria, gli spazi verdi e l’ambiente vengano tutelati come bene comune fondamentale. Parliamo di chi lotta per un diritto all’istruzione, all’arte e alla cultura che sia davvero priorità e base per una società più libera. Parliamo di chi difende i propri diritti in primo luogo come essere umano oltre che come lavoratore o lavoratrice.

Lo slogan da cui siamo partitə è “Milano non si vende”.
Oggi rilanciamo dicendo che “La cura siamo noi”, che una via d’uscita alternativa a questa crisi sono proprio le relazioni solidali curative che si sono sviluppate tra migliaia di persone, a partire da bisogni comuni e condividendo insieme risorse ed energie. Questa fitta trama di rapporti umani da luogo ad una città che lotta per una vita dignitosa per tuttə, che ha costruito nel tempo tanti luoghi e esperienze collettive e comunitarie, che il Comune nel migliore dei casi abbandona, nel peggiore distrugge.

Pretendiamo che questa città solidale, autogestita, della cura non sia più minacciata, messa in pericolo, dai grandi interessi economici che la vogliono cancellare. Pretendiamo che questi luoghi e queste esperienze vengano tutelate, ognuna nelle sue specificità, e che siano le politiche pubbliche e amministrative a cambiare.

Contrapponiamo alla mappa degli spazi che il Comune vuole vendere, sgomberare o sfrattare la Mappa della Cura che costruiamo con i nostri corpi e le nostre pratiche, che disegniamo collettivamente ed è in continua evoluzione.

Unisciti anche tu alla mappatura delle realtà solidali di Milano cliccando qui: https://smgsx49b88o.typeform.com/to/Hyxt4m3t

Le nostre vite non si vendono, Milano non si vende.
Milano si cura e la cura siamo noi.