DEMOLIRE UN EDIFICIO NON SIGNIFICA DEMOLIRE LA SOLIDARIETÀ: ASSEMBLEA PUBBLICA 4 LUGLIO

Mercoledì 16 giugno Ri-Make Bene Comune e l’associazione Fuorimercato hanno avuto un incontro con alcuni dirigenti del Comune (settori Demanio, Politiche sociali e Casa). L’incontro voleva rispondere alla nostra lettera aperta indirizzata a Sindaco e Assessore/i, con cui desideravamo sollecitare una risposta alle nostre ribadite proposte per salvaguardare e promuovere le attività sociali, culturali, sportive, mutualistiche e politiche che da tre anni rendono vivo l’ex-Liceo Omero di via del Volga 4. Attività portate avanti in modo autorganizzato, inclusivo e trasparente, nell’intenzione collettiva di fare dell’Ex-Liceo Omero un bene che per natura, funzione, forma d’uso e gestione, oltre che utilità generate, soddisfi i diritti fondamentali e i bisogni diffusi. Per farne dunque un bene comune per il quartiere di Bruzzano e per la città tutta.

La comunicazione​​​​​​​ dei/delle dirigenti è stata sostanzialmente questa: l’Amministrazione conferma il progetto di demolizione della struttura dell’ex Omero – come già deliberato e messo a bilancio – con una “accelerazione” che ne prevede l’avvio entro il 2021. Così come si desume anche dal DUP 2021-2023, sull’area è previsto un generico e ancor poco definito progetto legato all’edificazione di un HUB per l’emergenza abitativa. Un intervento che avrebbe delle finalità “sociali” e si baserebbe su forme di “sostenibilità competitiva”, intercettando i fondi del PNRR.

Dopo due anni di interlocuzione con diversi assessorati, emerge insomma come vi siano nell’Amministrazione pubblica diversi e contrastanti posizionamenti rispetto alle autonome iniziative della cittadinanza per attività di interesse collettivo. Una parte di essa non sembra avere intenzione (o semplicemente capacità) di riconoscerle né tantomeno promuoverle. Nel nostro caso, questo è stato confermato in primo luogo da un avviso pubblico del Comune di Milano dell’estate scorsa, a cui abbiamo partecipato con una nostra manifestazione di interesse, in cui si definiva l’Ex-Liceo Omero come “spazio in disuso”, nello stesso periodo in cui articoli di giornali, servizi televisivi e ricerche accademiche coinvolgevano Ri-make per approfondirne le pratiche di solidarietà e risposta dal basso all’emergenza dovuta al Covid-19. In secondo luogo, dalla scelta di farci incontrare con dei “tecnici” che, avvertendoci di non “autodenunciarci come occupante di un bene pubblico”, di fatto vogliono chiudere ogni rapporto e possibilità di dialogo. Una parte dell’Amministrazione si nasconde dunque dietro la presunta inesistenza delle condizioni giuridiche e amministrative che consentano la prosecuzione dell’esperienza di Ri-make, per non affrontare sul piano politico un conflitto e una possibile soluzione che sia basata sulla valorizzazione di quanto realizzato in questi tre anni (e nei quattro precedenti, nello stabile della ex-BNL di via Astesani).

Eppure esponenti di questa stessa Amministrazione si sono detti favorevoli anche a letture diverse, più aperte e sensibili a interventi di cura condivisa e recupero del patrimonio pubblico da parte degli abitanti. In alcuni casi è sembrato fosse persino riconosciuta l’importanza delle attività solidali e mutualistiche di Ri-make, specie nell’epoca pandemica. Le possibilità esistono, a partire dal dettato costituzionale (con principi come quelli della sussidiarietà circolare e di funzione sociale di tutti i beni pubblici e privati) per arrivare fino agli stessi regolamenti del Comune di Milano (per esempio quello riguardante i Beni Comuni). E lo dimostrano poi le ormai numerose esperienze di diverse amministrazioni pubbliche in Italia e in Europa, nella consapevolezza che una reale conversione ecologica delle città non può che passare da forme di cura condivisa e partecipazione diretta nell’amministrazione locale, nella gestione dei fondi pubblici e nella progettazione urbana. Ma serve meno retorica e più volontà, coraggio, collaborazione e creatività politica: aspetti che al momento sembrano mancare a questa Amministrazione.

La strada che abbiamo di fronte sembra abbastanza segnata: l’Amministrazione procederà in tempi più o meno rapidi allo sgombero di Ri-Make per poter procedere con la demolizione; e dopo questa si sceglierà quale progetto portare avanti – senza passare da una co-progettazione che parta da quello che già esiste in quell’area.

Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito tutte le nostre proposte, quelle che abbiamo messo nero su bianco con la nostra manifestazione d’interesse dello scorso settembre – patto di collaborazione temporaneo, utilizzo del giardino come area verde sociale per il quartiere, co-progettazione popolare – ma non era certo la sede giusta: così come i politici/amministratori rimandano ai tecnici, i tecnici rimandano agli assessori.
Intanto, andiamo avanti con le nostre attività, e anzi rilanciamo: nei prossimi giorni partirà una nuova edizione del Centro estivo per bambine e bambini del quartiere (e non solo), proseguiranno la cura e recupero degli spazi del giardino e dell’orto condiviso, così come le attività di mutuo aiuto dei gruppi di “Non sei sola, Non sei solo” e quelle legate al cibo di qualità di Fuorimercato mentre da giugno è ripartita la scuola d’italiano in presenza.

Ma non lasceremo in pace Sindaco e Assessore/i, alle/ai quali chiediamo in primo luogo un vero tavolo di dialogo – politico, non solamente “tecnico” – con noi e con le altre realtà autogestite (all’incontro insieme a noi erano presenti anche Casa delle Donne e Baiamonti Bene Comune, proprio per ribadire che nessun* si salva da sol*). In secondo luogo, considerato il valore sociale delle attività organizzate nell’area, prima e durante la pandemia, rivendichiamo un coinvolgimento diretto, immediato e allargato della cittadinanza rispetto al destino dell’area, specialmente in caso si confermino gli interventi di demolizione e ricostruzione, costituendo una cabina di regia con i soggetti attivi nello spazio, insieme a tutti gli altri interessati a partecipare, per lanciare la co-progettazione di un’area a fruizione collettiva e cura condivisa.

Di tutto questo vogliamo discutere con il quartiere e con tutte le soggettività sociali e della politica dal basso della città in un’assemblea pubblica aperta che si terrà domenica 4 luglio dalle 16.00 a Ri-Make, in via del Volga 4.