Category Archives: Migranti

Apriti Bresso! Un’accoglienza dignitosa per tutti

presidio GIOVEDI 24 NOVEMBRE
PIAZZA FONTANA, ORE 17 – CORTEO RIFUGIATI E SOLIDALI
PREFETTURA DI MILANO, ORE 18 – PRESIDIO + ASSEMBLEA GENERALE + MICROFONO APERTO

I rifugiati del Centro Polifunzionale Della Croce Rossa Italiana
insieme a:
People Before Borders
Collettivo 20092
Ri-Make
Bresso A Misura Di
Progetto20k
LasciateCIEntrare
NAGA Onlus
Asgi
Arci Blob

Per quanto tempo accetteresti di farti la doccia fredda ogni giorno, all’aperto ? Quanti giorni resisteresti, in inverno, senza giacca né scarpe adeguate? E se ti prendessi la febbre, un’infezione, o se ti prendessero dei dolori permanenti, ma nessuno chiamasse il medico?
E se dovessi fare una richiesta di protezione umanitaria ma senza l’assistenza di un avvocato, senza conoscere la lingua, la normativa, e nemmeno le tempistiche di questa procedura? E se venissi cacciato o minacciato solo perché hai osato dire che tutto questo non è giusto?

A Bresso, esiste un centro in cui per circa 600 richiedenti asilo, queste non sono domande, sono le condizioni di vita da più di un anno. Il Centro in questione in realtà dovrebbe ospitare solo 300 persone e per un massimo di 30 giorni, perché dovrebbe poi preoccuparsi di trasferirle nelle strutture adeguate.

Il Centro di Bresso invece versa in condizioni di invivibilità nella completa violazione delle norme che lo regolamentano. Circondato dal filo spinato, è inaccessibile a chiunque (associazioni, giornalisti e parlamentari compresi) abbia chiesto di entrare, di incontrare la direzione, di fare chiarezza sulla grave situazione di quel posto, dove i diritti fondamentali degli esseri umani vengono violati ogni giorno.

Da più di un anno e mezzo lavoriamo e lottiamo al fianco di chi si trova costretto a vivere in queste condizioni, nell’attesa angosciosa di vedersi riconoscere – o ben più spesso negare – il diritto d’asilo, con l’ansia di veder vanificato lo sforzo fatto per partire, fuggire, affrontando un viaggio altrettanto pericoloso e traumatico.

Da più di un anno e mezzo abbiamo scelto di non restare indifferenti a questa situazione che proprio dell’indifferenza si nutre per poter andare avanti indisturbata.
Da più di un anno, sostanzialmente, ci siamo trovati a fornire quel “servizio” minimo di affiancamento ai richiedenti asilo, fatto di consulenze legali, sanitarie, di lezioni settimanali di italiano, di pasti caldi e vestiti adatti.

Ma tutto questo non dovrebbe essere compito nostro, e se lo è diventato, pretendiamo di confrontarci ad un tavolo con chi in questo momento è responsabile della situazione:
– la Croce Rossa Italiana, che gestisce il Centro e rifiuta qualsiasi confronto, sbarrando i cancelli per nascondere le irregolarità con cui porta avanti un servizio pubblico (!)
– la Prefettura di Milano, ovvero i rappresentanti del Governo sul territorio milanese, che gestisce l’intero sistema della cosiddetta accoglienza sul territorio metropolitano e dovrebbe garantirlo.

Per questo ci uniamo agli ospiti del Centro di Bresso per una manifestazione il 24 Novembre 2016;
il ritrovo è fissato per le 17.00 in piazza Fontana, da dove ci muoveremo insieme verso la Prefettura di Milano, in corso Monforte 31, rimanendo poi in presidio davanti alla stessa a partire dalle 18.00.

Nessun essere umano è illegale. La dignità delle persone deve stare al primo posto.
Tutti hanno diritto a vivere in un posto sicuro, ad un lavoro, ad un tetto sopra la testa.

La solidarietà è la nostra forza.

Per adesioni:
rtromba@gmail.com

Se questa è accoglienza

tende bresso

Le dichiarazioni di Beppe Sala delle ultime 24 ore: “Emergenza profughi: non escludiamo la soluzione tende”, poi “Tutto falso, nessuna tendopoli”, ma anche “Aggiungeremo solo alcune tende”, “Non ci sono altri spazi disponibili”, e ancora “Allestiremo una tendopoli nella Caserma Montello. Forse”. E poi, il tormentone dell’estate: “Allestiremo l’area Expo, non sappiamo quando, ma non ci sono alternative”. Insomma: “La situazione è completamente sotto controllo”, ma anche: “Siamo in una situazione di emergenza”.

La rilasciamo anche noi una dichiarazione: “Se questa è accoglienza, provate a chiederlo a chi la vive sulla propria pelle”.

Da un anno stiamo monitorando la situazione del Centro della Croce Rossa di Bresso di Via Clerici 13 (vedi), teoricamente deputato allo “smistamento” ma dove da mesi e mesi vengono tenuti circa 600 rifugiati, un numero pari al doppio della portata massima di quel centro. Una tendopoli, per altro, in cui lo spazio di vita di ciascuna persona è limitato alla propria brandina, dove il freddo gela le ossa di inverno e il caldo rende l’aria irrespirabile d’estate. Il cibo è di pessima qualità e non ce n’è abbastanza per tutti, le condizioni igienico-sanitarie sono pessime e chi ha osato fare obiezione ha subìto minacce dagli operatori del centro. Attorno e dentro al campo, per altro, regna l’isolamento e la marginalizzazione: collocati nel mezzo del Parco Nord, i ragazzi, da dentro quel posto, non hanno idea di come sia fatta la città, di quali servizi esistano, come poter imparare l’italiano, come poter raggiungere i luoghi di socialità. I pochi soldi che hanno in tasca ogni giorno sono l’unico modo, per chi non ha vestiti, per avere qualcosa di adeguato con cui coprirsi. Sì, perché, per legge, chi inoltra la richiesta di asilo non ha il diritto o la possibilità reale di lavorare, fino a che non avrà ricevuto il responso. Qualcuno (un’esigua minoranza) di loro ha ottenuto lo status di rifugiato: la serenità è durata il tempo di ricevere la notizia, perchè avere diritto a restare in Italia, significa perdere il diritto ad avere un posto in cui dormire, e la strada per molti è l’unico rifugio.

Questa è la condizione delle centinaia di persone di cui astrattamente parlano i giornali e le amministrazioni. Noi ne abbiamo avuto testimonianza diretta – video-fotografica e orale – dagli stessi ragazzi che in quelle condizioni vivono e attendono.
Così, da circa 5 mesi abbiamo inoltrato alla prefettura la richiesta di poter accedere al Centro, attraverso il progetto LasciateCIEntrare, l’associazione NAGA Onlus e la rete People Before Borders, per poter monitorare un servizio teoricamente pubblico, ma che nella pratica è gestito “privatamente”, tra forze dell’ordine, amministrazioni locali, Governo e Croce Rossa, da dietro barriere di filo spinato invalicabili. Come se la cosa non dovesse riguardarci. Tant’è che il giorno in cui eravamo pronti ad entrare, le porte ci sono state chiuse di nuovo in faccia fino a data da stabilire.

In questa assurda attesa, nostra, ma soprattutto delle persone “parcheggiate” nei centri, le dichiarazioni di Sala sulla gestione dell’accoglienza aggravano la situazione. Da una parte, cercano di nascondere una situazione al di sotto della soglia della dignità, che costa cara alla salute fisica e mentale di chi la vive, e dall’altra cercano di affermare che questo inaccettabile “modello” sia l’unico possibile.
Non ci sono spazi disponibili?! Milano è invasa da un patrimonio sfitto e abbandonato, sia pubblico che privato, e non ci sarebbero alternative alle tendopoli?
Le alternative ci sono eccome, è la volontà politica che manca.

O meglio, è un’altra volontà che si mette in atto, quella di un progetto politico ben preciso, targato Unione Europea, che ragiona sull’accoglienza con la logica di fare business, propaganda, e di non “turbare” la vista dei cittadini bianchi e ricchi, “che hanno diritto – loro sì – a vivere tranquilli”.

“Se questa è accoglienza”… NO, questa non è accoglienza.
E’ segregazione, è gestione autoritaria, è un’ipocrita scelta dal “volto umano” di “non respingere”, che mette in pratica un’implicita gerarchia sulla base del colore della pelle. E’ terreno di coltura per un clima xenofobo e di guerra tra poveri.

In tutto questo, la falsità più grande riguarda noi: non è vero che possiamo solo restare a guardare o commentare sui social network, non è vero che possiamo scegliere soltanto tra la compassione o la caccia all’uomo nero.
Esiste un’altra strada, che può cambiare radicalmente la situazione: quella del sostegno materiale e della solidarietà attiva
, non soltanto alle “prime necessità”, ma anche alle proteste degli stessi rifugiati nei confronti di queste situazioni, persone che non sono affatto vittime degli eventi come si vuol far passare, nè si fanno spedire da una parte all’altra come pacchi.

Se anche voi come noi siete rimasti disgustati da ciò che è successo e succede a Ventimiglia in questi giorni, è tempo di dirci apertamente che anche Milano è piena di scogli e di violenza,
e che restare umani significa assumersi un ruolo in tutto questo, a partire dai nostri quartieri, dalle associazioni che lavorano sul territorio alle scuole di italiano per stranieri, dagli sportelli di assistenza legale alle raccolte di cibo e vestiti, dai pranzi solidali alle campagne per riuscire a entrare nei centri, dalle manifestazioni di protesta dentro ai campi a quelle nei confronti delle istituzioni, responsabili di tutto ciò.

E se provassimo a decidere noi come può cambiare questa situazione?

Ri-Make

Raccolte cibo a Milano per Ventimiglia

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Domenica 07-08-2016, RiMake – Via Astesani 47 (h. 15.00-18.00)
Martedì 09-08-2016, Gta Gratosoglio – Via Lelio Basso 8 (h. 16.00-20.00)
Mercoledì 10-08-2016, RiMake – Via Astesani 47 (16.00-19.00)

Cosa portare: riso, pasta, scatolame vario, latte, biscotti, zucchero, cellulari usati, caricabatterie, scarpe da uomo (dal 41 in su)

La situazione a Ventimiglia sta esplodendo! Centinaia di migranti sono bloccati alla frontiera con la Francia dopo esser stati sgomberati dal campo informale che avevano costituito e costretti a forza a trasferirsi in un centro gestito dalla Croce Rossa.
Mentre scriviamo, dopo aver già subito uno sgombero, diverse centinaia di deportazioni in altre zone, il sequestro di cucine, cibo e aiuti portati dai solidali, in centinaia hanno abbandonato il campo della CRI e stanno premendo sulla frontiera rivendicando il diritto alla libera circolazione per tutte e tutti. Dopo questi interventi repressivi delle forze dell’ordine serve ancor più di prima attivare il massimo della solidarietà possibile!
Progetto 20K, insieme a tante altre e altri, è presente a Ventimiglia in forma quotidiana e continuativa da Luglio, per effettuare attività di supporto, monitoraggio, informazione e comunicazione.

Trovate informazioni e aggiornamenti alla pagina fb di Progetto 20K.

Occasioni per la raccolta di cibo e aiuti per i migranti:
-Domenica 7 Agosto, dalle 15.00 alle 18.00 circa c/o Rimake – Via Astesani 47 (quartiere Affori), all’interno della giornata aperta “People before borders” con sportello gratuito per richiedenti asilo
-Martedì 9 Agosto, dalle 16.00 alle 20.00 circa c/o Gta – Via Lelio Basso 8 (quartiere Gratosoglio, anche Sabato o Domenica contattando il numero 3299817737)
-Mercoledì 10 Agosto, dalle 16.00 alle 19.00 di nuovo a RiMake, Via Astesani 127

Cosa portare:
riso, pasta, scatolame vario (lenticchie, ceci, mais, piselli, passata ecc), latte, biscotti, zucchero, cellulari usati, caricabatterie, scarpe da uomo (dal 41 in su)

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