16N, Sollevare i territori ripartire dalle lotte

inceneritoreda communianet.org

Il 9 e 10 novembre a Roma ci sarà l’assemblea nazionale lanciata dal cartello di realtà che ha costruito la manifestazione dello scorso 19 ottobre, proseguita con l’assedio dei movimenti di lotta per la casa alla Conferenza Stato-Regioni del 31.

Un’assemblea determinata a proseguire la “sollevazione”, in un autunno che ha avuto al momento il suo apice di mobilitazioni proprio nella settimana tra il 12 e il 19 ottobre, e che adesso ha assolutamente bisogno di un rilancio.

Ci sono nel nostro paese una fortissima richiesta di opposizione alle politiche di austerità e un consenso crescente alle forme radicali di conflittualità sociale, come dimostra l’ampia simpatia che ormai raccolgono le stesse pratiche di occupazione di casa e di ripresa diretta dei territori, e la fiducia ridotta ai minimi termini nella delega alle Istituzioni. Permane però da tanto e troppo tempo una sostanziale inefficacia delle varie opposizioni e movimenti nello strappare risultati concreti, o nel produrre almeno avanzamenti nella capacità di autorganizzazione e messa in rete delle varie realtà in mobilitazione.

La necessità di noi tutti è saper andare oltre l’autorappresentazione delle aree politiche, siano esse partitiche o di movimento, superando la mera “evocazione” del conflitto, e dando sovranità alle esperienze vive e concrete di autorganizzazione, le uniche in grado di far crescere la credibilità delle mobilitazioni e di strappare qualche risultato. Del resto qualsiasi ipotesi politicista avrebbe vita breve.

Ciò che serve dunque, e che l’assemblea di questi giorni ha l’occasione di fare, è dare voce a queste lotte proponendo pratiche di messa in rete e mutuo soccorso tra resistenze, per rompere la frammentazione e l’isolamento di ognuna, costruendo un blocco sociale di opposizione ampio ed efficace.

La prima cosa da cui partire allora, e a cui cedere da subito sovranità e visibilità, sono le manifestazioni in programma il prossimo 16 novembre in Val Susa e a Napoli.

In Valle dalle 13.00 partirà infatti l’ennesima manifestazione contro l’inutile devastazione prodotta dal Tav, e per rispondere all’incredibile violenza mediatica che si è scagliata contro il movimento, con la conseguente persecuzione giudiziaria di molti dei suoi militanti, capitanata dal procuratore capo Caselli.

Lo stesso giorno a Napoli confluiranno, come un “Fiume in piena”, tantissimi comitati ambientali di cittadini autorganizzati contro le folli politiche sui rifiuti, per dire “Stop biocidio” e quindi stop ad ulteriori inceneritori, stop ad un’altra devastazione del territorio martoriato da una politica totalmente legata al facile business della combustione dei rifiuti, che non fa altro che aumentare il tasso di mortalità per malattie tumorali oltre a provocare malattie cardiovascolari, Parkinson, Alzheimer e sterilità. Una manifestazione che chiede bonifiche reali controllate dal basso ed un piano alternativo dello smaltimento dei rifiuti.

Due movimenti autorganizzati, con i cittadini protagonisti in prima persona che non fanno altro che ribadire un’ovvietà non più scontata: “le nostre vite valgono più dei loro profitti”.

L’urgenza è capire come metterle in rete, come far agire tra loro i movimenti di lotta per la casa e quelli ambientali, quelli studenteschi, di donne e di lavoratori precari, di chi si batte per una nuova finanza pubblica e di chi resiste alla crisi inventando nuove pratiche di muto soccorso: la sfida diventa dotarsi di obbiettivi e pratiche comuni ma soprattutto riproducibili dai diversi settori sociali.

Anche in quest’ottica è da discutere la possibile mobilitazione a Roma del 20 novembre durante il vertice tra Letta e Hollande, per far sì che siano le lotte concrete ad essere protagoniste in piazza, riportando tra i temi fondamentali il rifiuto del ricatto del debito, in nome del quale si continuano ad aumentare austerità, precarietà e devastazione dei territori. Moratoria sul debito e Audit partecipato per l’annullamento del debito illegittimo rimangono precondizioni essenziali per politiche contro la crisi, che producano un’altra politica, facendone pagare il prezzo a chi l’ha creata.

di Thomas Müntzer

Camper di solidarietà con le donne greche a Milano

GreciaE’ cominciata nel mese di marzo 2013 la campagna di mutuo soccorso tra femministe italiane e greche, promossa nel nostro paese dalle rete “Donne nella crisi”. A Marzo Sonia Mitralia ha partecipato a una decina di iniziative in città diverse per raccontare ciò è avvenuto e ancora avviene in Grecia per effetto della terapia imposta a quel disgraziato paese dalla Troika: una disoccupazione senza precedenti, drastiche riduzioni di salari e stipendi, tagli ai servizi, prima di tutto al sistema sanitario pubblico. Il racconto della compagna greca naturalmente ha insistito soprattutto sugli effetti della crisi sulle donne, che non sono solo materiali ma anche politici, culturali e simbolici.
Non si è parlato a marzo solo delle ovvie conseguenze della perdita per molte donne dell’assistenza al parto e di che cosa possa significare un cesareo a costi proibitivi in un contesto di disoccupazione e miseria. Le relazioni di Sonia e gli interventi si sono anche soffermati sulla regressione dei rapporti di genere prodotta dalla crisi sul piano privato e su quello politico.
Sul piano privato il taglio dei servizi e le coabitazioni forzate respingono le donne al ruolo di garanti dei compiti di riproduzione, in una società in cui l’idea della condivisione aveva appena cominciato a farsi strada. Sul piano politico la durezza del conflitto sociale e il limitato radicamento del femminismo rendono più difficili pratiche autonome (anche se non separatiste) di lotta e di mutuo soccorso. E’ cominciata a ottobre la seconda fase della campagna, dopo quella dell’informazione e della discussione. Questa volta le località coinvolte sono una ventina, l’obiettivo è la raccolta di medicinali per Helleniko, una struttura costruita ad Atene da personale medico volontario per le persone che non possono più usufruire dell’assistenza sanitaria pubblica.
La campagna è concepita in modo da durare dal mese di ottobre al mese di dicembre 2013. Nei mesi di ottobre e novembre un camper con una mostra itinerante e un volantino di informazione traverserà l’Italia da Padova a Lecce, fermandosi in piazze, davanti a ospedali e altri luoghi. Le soste saranno spesso accompagnate da iniziative serali di cene di sottoscrizione o dibattiti, soprattutto nelle città che non hanno partecipato alla fase di marzo.
La campagna di solidarietà continuerà con la raccolta di medicinali e di soldi fino a Natale e deve anche servire come inizio di una resistenza e di una lotta in Italia, che pericolosamente si avvicina alla Grecia perché sottoposta alla medesima terapia che ha ridotto quel paese alla disperazione.

Volantinaggi informativi:
* 8.30 davanti Ospedale San Carlo
* 11.30 davanti Ospedale San Raffaele
* ore 17.00 Consultoria autogestita, via dei Transiti

Articolo su communianet.org
Evento Facebook

“Debito? Io non pago” Street Meeting Cittadino

15 OTTOBRE 2013 – GIORNATA MONDIALE CONTRO IL DEBITO
Dedicata a Thomas Sankara.
Thomas Sankara è stato presidente del Burkina Faso dal 1983 al 15 ottobre 1987, giorno della sua uccisione durante un colpo di stato voluto da Francia e Stati Uniti. E’ stato assassinato per la sua battaglia contro il pagamento del debito che ancora oggi è l’arma puntata sulle nostre teste di lavoratrici, lavoratori, precari/e, studenti/esse, disoccupati/e.

ORE 18 – PIAZZALE CADORNA “DEBITO? IO NON PAGO!”
************StreetMeetingCittadino*************
Con proiezioni autoprodotte dal collettivo di Ri-Make (ExCinemaMaestoso) e interventi di: Guido Viale (economista), Forum per una Nuova Finanza Pubblica, Ri-Maflow – Fabbrica recuperata, delegate/i lavoratrici/lavoratori Telecom, delegate/i lavoratrici/lavoratori Poste Italiane, Donne nella crisi, NoExpo, Abitare nella crisi.
Dalle 20.00 – APERITIVO ANTICRISI
con musica, proiezioni, interventi teatrali e street art
Birra a 2 €

organizzano: Rivolta il Debito Milano, Rimake CinemaMaestoso Recuperato , Ri-MAFLOW, AteneinRivolta Milano

Qui l’evento su Fb!

Basta morti nel mediterraneo!

BASTA MORTI NEL MEDITERRANEO! DIRITTO DI ASILO E ACCOGLIENZA PER TUTTE/I!

Le centinaia di morti della strage di migranti di giovedì scorso davanti alle coste di Lampedusa si aggiungono alle migliaia di vittime che hanno trovato la morte nel Mediterraneo negli ultimi vent’anni.

Morti dopo essere fuggiti da paesi sotto brutali dittature, da guerre (spesso combattute con armi made in Europe), dalla miseria accentuata da una crisi globale che viene scaricata sui più deboli. Morti anche solo per aver scelto di andare altrove.

Non possiamo più sopportare i morti, non possiamo più tollerare l’ipocrisia di chi piange le vittime provocate dalle politiche criminali e criminogene volute dall’ “Europa fortezza”, di chi parla e straparla di pace e vorrebbe che i militari (preferibilmente direttamente nord africani) pattugliassero le coste e impedissero lo sbarco delle/dei migranti sulle nostre coste, di chi ritualmente ripete “la UE non ci lasci soli”.
Chiediamo un cambio radicale delle politiche disastrose praticate finora, la cancellazione della legge Bossi-Fini, una legge organica e avanzata per il riconoscimento del diritto di asilo, un’immediata accoglienza di tutte/i coloro che sbarcano sulle coste e di coloro che fuggono da guerre, dittature, miseria.

Lunedì 7 ottobre, alle 18.00, troviamoci in piazza Duomo a Milano.
Portiamo tutte/i un lenzuolo, simbolo dei sudari che coprono i corpi delle/dei migranti uccise/i nel Mediterraneo ma che non possono coprire la vergogna di quelle politiche.

Questa è una proposta aperta a tutte e tutti, per una presenza senza bandiere e comunicativa. E’ una proposta nata da Arci, Naga, Todo Cambia, Ri-Make, Rivolta il debito, Immigrati autorganizzati, Ass. Dimensioni diverse

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Nasce Communia Network, idee e pratiche fuori mercato

communiada communianet.org

Il 22 settembre 2013 nasce a Roma Communia Network, un nuovo progetto sociale e politico, frutto di idee e pratiche che si misurano con una fase nuova. La crisi e la progressiva marginalizzazione di alternative credibili impongono un deciso cambio di passo. Un passaggio delicato e complesso, in cui necessariamente si rompa con la propria tradizione per iniziare a navigare in mare aperto. Indagando precisamente il contesto socio-economico e culturale in profondo cambiamento e provando inediti processi di soggettivizzazione politica e sociale. Il sistema economico dominante non riparte, ma continua ad essere saldamente in sella. Nessuno ha messo in crisi la crisi e dunque la cifra del momento resta le politiche di austerità e la devastazione ambientale. La crisi oggi è sempre più ecologica e sociale. Resta allora urgente la necessità di una risposta collettiva adeguata. Movimenti e nuove primavere ci indicano una strada, fondata sul protagonismo dei soggetti sociali in carne e ossa. Il passo successivo che riteniamo ineludibile è la crescita del conflitto attraverso l’autorganizzazione e la pratica di una democrazia reale, promuovendo logiche fuori mercato. Sperimentare molteplici luoghi del conflitto, provandoli a connetterli in una prospettiva comune. Dalla fabbrica e una nuova idea di spazio recuperati mediante l’autogestione conflittuale, passando per la centralità della lotta al debito, alla precarietà del lavoro e alla mercificazione dei saperi, dalle pratiche di mutuo soccorso alla difesa dei beni comuni, dalle lotte delle donne e le rivendicazioni dei soggetti lgbt. Tasselli, certamente parziali, ma che possono iniziare a rompere gli attuali assetti e al contempo evocare differenti rapporti economici e sociali. Questo progetto vuole essere aperto, partecipato e crescere nel vivo della contemporaneità. A cominciare dalle scadenze più prossime. Vogliamo partecipare alla settimana contro la precarietà e in difesa dei beni comuni dal 12 al 19 ottobre, dentro la quale si terrà il 15 ottobre la giornata internazionale contro il debito, valorizzando tutte le formule che consentano di allargare pratiche autorganizzate e conflittuali. Vogliamo continuare il percorso del Forum per una nuova finanza pubblica e sociale lanciando le campagne di autunno sull’audit del debito e la riappropriazione di Cdp. Vogliamo promuovere Agorà, la tappa italiana di Occupy Europa. Perciò mettiamo in campo un sito capace di leggere il reale e indagare culture e stili di vita che vanno affermandosi. Consapevoli che si tratta anche di mettere a punto un nuovo lessico politico in sintonia con l’esistente. Un sito che rappresenti il baricentro politico e culturale di questo processo, con una sua redazione che dovrà anche essere strumento di coordinamento.

Communia Network